Sono passati dall’Italia lo scorso 27 ottobre in occasione del live al Serraglio degli Yak aprendo lo show con una carica di energia. Vivono a Londra ma sono di Bologna, sono Danio Forni, Pietro Garrone, Tommaso Medica e rispondono al nome di Husky Loops.

A distanza di 5 mesi abbiamo incontrato Danio, il frontman della band, per una chiacchierata in vista dell’uscita del primo EP omonimo della band che uscirà domani 7 aprile per la Alcopop Records.


La prima domanda è una curiosità. Come mai hai deciso di trasferirti a Londra?

Bologna non aveva più nulla da offrirmi, ero in cerca di nuovi stimoli, sia a livello personale che musicale, così ho deciso che Londra sarebbe stata la mia meta.

Prima di trasferirti a Londra, cosa facevi a Bologna?

Suonavo anche a Bologna, il gruppo non andava male. Però ero stufo sia della musica che producevamo sia della scena di queste zone, dove è difficile riuscire a farsi strada a meno che ti capiti la classica “botta di fortuna”, oppure devi conoscere gente che conosce gente che conosce gente ecc.

Tu, Pietro e Tommaso vi conoscevate già quando vivevate a Bologna. I vostri percorsi artistici si sono incontrati in Italia o è nato tutto a Londra?

In realtà ci conoscevamo perché Bologna alla fine è piccola e più o meno ci si conosce tutti, ma non ci frequentavamo. A Londra ci siamo incontrati di nuovo e da lì è nato tutto. Tutti quanti avevamo l’intenzione di proseguire con la musica, così abbiamo provato a mettere insieme le nostre idee che si sono poi trasformate in note e da tutto ciò sono nati gli Husky Loops. Quando le cose nascono quasi per caso, in circostanze particolari e fortuite, allora lì escono le cose più belle.

Quali sono le differenze tra la scena musicale italiana (quella bolognese nel vostro caso) e quella inglese?

A Bologna, come detto prima, è difficile farsi conoscere e riuscire ad ottenere ingaggi decenti a meno che non si conosca gente ed è invece un po’ più facile crearsi una sorta di fanbase. Londra è una metropoli, è difficile crearsi una fanbase vera e propria, però si hanno più possibilità di suonare live in pub e locali, c’è molto più spazio, molta più attenzione e molta più apertura nei confronti della musica e soprattutto delle novità. Questo clima ha permesso agli Husky Loops di farsi conoscere ed apprezzare fino ad arrivare ad uscire dai confini londinesi ed aprire ad altri gruppi per tutto il paese.

Siete fuori da ogni genere e logica musicale e durante i live esprimete al massimo la vostra energia. Il vostro EP è stato registrato in presa diretta vero?

La nostra forza è l’intesa e c’è un solo modo per trasportare su nastro le emozioni e l’energia che riusciamo a produrre suonando insieme: registrare tutto in presa diretta, noi tre in una stanza. Con le nuove tecnologie si può fare di tutto in studio di registrazione, ma così si perde la vera essenza della musica, viene fuori un lavoro perfetto stilisticamente e tecnicamente, ma sono le piccole imprecisioni ed imperfezioni che fanno la differenza e rendono una traccia unica ed autentica e questo è il modo di fare musica che conosciamo e che meglio ci rappresenta.

C’è un approccio diverso alla musica in questo periodo, cosa ne pensi?

Le persone ascoltano la musica più distrattamente, in metropolitana, camminando per strada, insomma, la musica ormai è diventata un sottofondo alle attività frenetiche di tutti i giorni, per questo c’è bisogno di un prodotto più immediato. Sono convinto che il ritorno del vinile sia solo un capriccio di alcuni, nel senso che in fin dei conti avere un oggetto in mano dà sicuramente più soddisfazione di un lettore mp3 e posso comprenderlo, ma la qualità in fin dei conti è la stessa dei CD. Noi come gruppo ci siamo adattati ai tempi che viviamo per quanto riguarda la diffusione della nostra musica, siamo presenti sulle maggiori piattaforme digitali e non trascuriamo la realizzazione di cd e vinili.

Noi siamo una radio, qual è la tua opinione circa il ruolo e l’importanza che hanno assunto oggi le radio nel panorama musicale?

Le radio purtroppo non sono più un mezzo di scoperta di nuovi generi, talenti o più in generale di artisti; sono solo un mezzo di diffusione ed altra cosa preoccupante è il fatto che il conduttore di un programma spesso non ha più la possibilità di scegliere la scaletta da mandare in onda durante la trasmissione, deve sottostare alle scelte di redazione. Una volta i Dj potevano fare la fortuna o meno di un artista o di un gruppo, potevano passare ciò che preferivano ed era una cosa bellissima.

Per chiudere la nostra chiacchierata voglio chiederti, cosa farai stasera?

Stasera penso starò a casa ad ascoltare un disco di Dalla o qualcosa d’altro che troverò spulciando nella collezione di papà, una cosa tranquilla insomma.


L’omonimo EP degli Husky Loops è in uscita venerdì 7 aprile per Alcopop Records, anticipato dal singolo “Tempo”, rilasciato da qualche settimana.

I ragazzi stanno girando l’Inghilterra, potete trovare il calendario completo sulla loro pagina facebook.

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