Capolavori senza tempo nell’eterna chiave di una vocalitĂ  unica, dolce e ipnotica. 

Un ingresso in punta di piedi quello di Madeleine Peyroux al Blue Note di Milano il 7 dicembre. Seconda data dei due giorni in cui, insieme a Jon Herington e Barak Mori, ha allietato i clienti del piĂš prestigioso jazz club della cittĂ .

La cantautrice franco-americana, che conosce molto bene le strade europee e la storia della musica che tutti questi luoghi accompagna, è venuta a Milano a presentare il suo nuovo lavoro Secular Hymns.

Sono passati vent’anni dal suo esordio nel 1996 ma le atmosfere sono sempre translucide e sognanti, le degne atmosfere di Dreamland, ad aprire il concerto è infatti proprio la sua (Getting Some) Fun Out Of Life.

Lo slancio a entrare nel cuore con la delicatezza che la contraddistingue è già percepibile dal secondo pezzo, l’omaggio a Leonard Cohen, una Bird on The Wire, chitarra e voce, semplice e  pulita.

Dal terzo brano il pubblico è pronto per entrare nella dimensione più vera di Secular Hymns: Tango Till They’re Sore (Tom Waits), il blues di If The Sea Was Whisky con Madeleine all’ukulele, Hard Time Come Again No More.

Madeleine, ormai si è sciolta e come ogni americana che si rispetti non perde occasione per essere ironica e di ironia colora anche la sua musica e le interpretazioni di Don’t Wait Too Long e la “felice” Getting Better!

Jon Herington e Barak Mori poi tolgono il disturbo e il palco è tutto di Madeleine. Nella sua session la Peyroux ha cantato anche in francese, e i riferimenti sono al suo Careless Love, il suo secondo album in studio.

Chitarra e basso sono pronti  a tornare sul palco e a chiudere in stile una performance divertente, intimista, ma soprattutto impeccabile.

Un inizio, semplice, pulito e  melodico;  le citazioni giuste, i tempi andati e il saperli ancora raccontare; una vocalità trasognante, che racchiude i mille colori dei luoghi che canta.

Una scaletta dalle sonorità altalenati tra intimismo e ilarità, tra il jazz e il blues senza tempo di Secular Hymns, il patrimonio che si conserva gelosamente in quel luogo tra il sogno e la veglia dove ti ricordi ancora cosa stavi sognando. Ipnotica.

 

Scritto da:

Federica Muciaccia

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