I Am Oak sarà in Italia questo mese di novembre per 10 date a partire da questa sera, venerdì 18 novembre a Torino. Un tour durante il quale presenterà al pubblico italiano il suo nuovo album intitolato “Our Blood” uscito in Europa all’inizio del 2016 per l’etichetta Snowstar Records.


Il pubblico italiano ancora ti conosce poco, chi è Thijs Kuijken?

Sono il fondatore della band “I Am Oak”. Scrivo tutti i testi e compongo tutte le canzoni del gruppo. Faccio molto da solo, ma qualche volta registriamo come una band e suoniamo live in formazione e siamo in quattro: Tammo (batteria), Robby (chitarra e voce), Stefan (basso e voce) e me (chitarra, tastiere e voce). Le nostre canzoni spaziano da un folk soft al (post -) rock e tutto ciò che ci sta nel mezzo.

Questo è il tuo ritorno dopo quattro anni: cos’hai fatto in questi quattro anni?

Nei passati quattro anni ho lavorato alle canzoni di “I Am Oak” e suonato live. Nel 2014 abbiamo re-inciso un nostro vecchio album intitolato “Ols Songd” dopo il quale ho iniziato a lavorare ad un progetto, che si è tramutato in “Our Blood” e questo mi ha occupato circa un anno e mezzo per la scrittura ed altri sei mesi per portarlo a termine. Inoltre ho suonato in un’altra band, gli “Herrek” e nel 2015 ho iniziato a scrivere e registrare un album con un’altra band ancora, i “Black Oak”.

Parlaci del nuovo album, “Our Blood”…

“Our Blood” è l’ultimo album di “I Am Oak”, uscito lo scorso febbraio e contenente dodici canzoni. Ho iniziato a scrivere l’album da solo, registrando prima alcune demo per poi passare alla registrazione in studio con la band, ma nel frattempo mio padre venne a mancare e questo influenzò le canzoni che scrissi successivamente, e quando mi accorsi che l’album stava diventando molto personale decisi di finirlo da solo, chiamando la band solamente per alcuni ritocchi finali a completamento del lavoro. Si può dire che stilisticamente le canzoni sono una somma di tutto ciò che ho fatto prima di questo album.

 “Our Blood” sembra parlare della perdita e della morte: cosa significano per te?

La perdita e la morte in effetti sono i temi centrali dell’album. Molte canzoni sono nate dopo la perdita di mio padre, che mi ha fatto proprio riflettere sulla vita e sulla morte e tutto ciò che esse si portano dietro. La conclusione a cui sono giunto (e ciò che pensavo già di sapere) e che la morte è parte della vita e bisogna vederla per ciò che rappresenta e non necessariamente dev’essere una cosa negativa.

 “Woandering” è il singolo estratto dall’album, parla di un viaggio del quale non si sa cosa porti e nemmeno dove ci porti, è giusto? Puoi dirci qualcosa di più?

Esatto. Parla della vita e del suo viaggio che ci guida da qualche parte che ancora non conosciamo. Devi prendere delle decisioni per far andare questo viaggio in una certa direzione. Inoltre puoi anche prendere coscienza e riflettere sulle decisioni prese che possono averti portato a qualcosa di sbagliato o brutto, ma alla fine è meglio accettare le cose come vengono per potere continuare.

Venerdì 18 novembre torni in Italia: com’è il tuo feeling con il pubblico italiano e cosa ti aspetti da questi prossimi dieci concerti?

Non vediamo l’ora di tornare a suonare in Italia, è sempre un’avventura perché non sai mai come e dove va a finire. Il pubblico italiano è solitamente super gentile ed entusiasta ed ovviamente il cibo è fantastico, quindi abbiamo un bel po’ di cose che ci aspettano!

Date del tour:

18 Nov. – AMEN BAR – Torino
19 Nov. – ON AIR – Castelfranco Veneto (TV)
20 Nov. – TWIGGY – Varese
21 Nov. – IL VIANDANTE – Carrara
22 Nov. – NA COSETTA – Roma
23 Nov. – EX CINEMA AURORA – Livorno
24 Nov. – POMOPERO – Breganze (VI)
25 Nov. – ARCI KESSEL – Cavriago (RE)
26 Nov. – SOTTO LE MURA – Montecarotto (AN)
27 Nov. – LA CANTERA – Cesena


English Version

Please introduce yourself for the Italian people that don’t know you yet…

Hi, this is Thijs from the band “I Am Oak”. I am the founding member of “I Am Oak”. I write all of the songs and lyrics for the band. I do a lot by myself, but sometimes we record as a band and most of the live shows we play as a band. When we play live as a band we’re with four people, Tammo on drums, Robby on guitar and vocals, Stefan on bass and vocals and me on guitar, keys and vocals. Our songs range from quiet folk to loud (post-)rock and everything in between.

This is your comeback after four years: what did you do in the past four years?

I’ve been working on “I Am Oak” songs and playing shows in the past four years. We’ve released an album called “Ols Songd” in 2014 and after that I started working on a new album, which turned into “Our Blood”. That took me about 1,5 years to write and then another half a year to complete. I’ve also been playing in another band called Herrek and in 2015 I started writing and recording an album with a band called “Black Oak”.

Tell us about your new album “Our Blood”…

“Our Blood” is the latest “I am Oak” album, released in February of this year. It contains 12 songs. I started writing the album by myself, making demos to later record the songs in a studio with the band, but early on in the process my father passed away and this turned out to seep into a lot of the songs I was writing afterwards. When I found out that the album was going to be very personal, I wanted to finish it by myself. I ended up recording all the songs by myself and calling in the band for some final pointers on how to finish everything. You could say the songs are stylisticly a summation of everything I’ve done before this album.

“Our Blood” seems to talk about loss and the death: what does it mean to you?

Loss and death are central themes in the album. A lot of the songs originated after the passing of my father, which indeed got me thinking about life and death and everything that comes with that. What I’d found out in the end (and what I guess I already sort of knew) is that death is a part of life and you have to see it as that. It doesn’t only have to be a bad thing.

“Woandering” is the single from the album, it talks about a trip without knowing what’s coming on our way nor where we’re going, is it true? Can you tell us something more about it?

Indeed. It is about life and its journey that leads you somewhere you don’t know yet. You can make certain choices to steer this journey into a certain direction. You can also get caught up in thinking over the choices you’ve made that lead to something bad, but in the end it’s best to accept this and give it a place somewhere in order to continue onwards.

You’re coming back to Italy next November 18th: what was your feeling with Italian fans and what do you expect from this upcoming 10 Italian shows?

We’re looking forward to playing shows in Italy again. It’s always an adventure; you never know where you’ll end up. The Italian people are usually super nice and enthusiastic, and of course the food is great, so we have a lot of things to look forward to!


Scritto da:

Andrea Nese

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