Ezra Furman ama bullarsi del mondo, della vita, dei fan e di tutto ciò che gli pare.

Il cantautore americano originario di Chicago, Illinois, si presenta sul palco del Circolo Magnolia di Segrate con i capelli color turchino, una t-shirt grigia, una gonna di cotone a metà coscia a strisce rossonere, collant nere con decorazioni indefinite e qualche buco qua e là, calze di spugna bianche sopra alle collant a coprire le caviglie ed un paio di Vans nere.

Ezra si fa beffa di tutto e tutti, gioca con la sua sessualità e con la sua appartenenza all’ebraismo, ma non si beffa della musica: gli piace travestirsi con abiti femminili, ma quando sale sul palco mette a nudo la propria anima e mostra la sua vulnerabilità. Nella voce si percepisce una sottilissima vena d’insicurezza, che lascia però più ampio spazio al graffio profondo e vero, il graffio dell’anima; l’anima di una persona pura e genuina, ma tormentata, spesso incompresa, ma che attraverso la musica riesce a trovare la propria casella in questo mondo.

Batteria, chitarra, basso, sax e tastiere sono gli elementi che accompagnano sul palco il trentenne americano: uno stile unico che mischia sonorità che vanno dal jazz al pop allo ska passando anche per qualche vena punk, melodie per la maggior parte allegre che accompagnano testi spesso controversi ed in completa contrapposizione con esse.

Ezra interagisce molto con il pubblico, si concede, ma ascolta poco e zittisce quando qualcuno dei presenti in sala si prende troppe libertà, perché “si trova sul palco per dire la sua e a chi non sta bene può prendere ed uscire dalla porta”. Per circa 90 minuti regala perle del suo repertorio, il pubblico balla, salta e canta sulle note di pezzi come “Restless Year”, “Teddy I’m Ready”, “Lousy Connection”, “Ocean of Tears” (tra le altre) e si emoziona con “Ordinary Life” eseguita rigorosamente chitarra e voce , con tanto di introduzione a sottolineare l’emotività ed il tormento che vi si celano dietro.

Le luci di sala si riaccendono, riparte la musica degli Stones in diffusione nel locale, ci si appresta a prendere la via per tornare alla macchina ed alle nostre vite, un po’ più tormentati ed estasiati dalla genuinità e dalla meraviglia che Ezra Furman & The Boyfriends ci hanno regalato.


Scritto da:

Andrea Nese

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