Gli Yak hanno ufficialmente iniziato la loro avventura musicale nel 2014 a Londra e lo scorso maggio è uscito il loro primo LP intitolato “Alas Salvation”. Hanno girato un po’ tutto il mondo, noi siamo riusciti ad ottenere un’intervista con  Oli Burslem e soci in vista del loro primo live come headliner in Italia venerdì 7 ottobre al Serraglio di Milano.

Oli sta riproducendo dei giri di batteria sentiti durante il sound check del gruppo di apertura (Husky Loops) e mi guida verso il camerino, dove ci attendono Elliot Rawson e Andy Jones per 15 minuti di chiacchiere e risate.


INIZIAMO DAL NOME: YAK! DA COSA DERIVA E COSA SIGNIFICA?

In realtà non ha alcun significato particolare nel nostro caso, cercavamo semplicemente un nome che fosse breve ed immediato, nulla di elaborato o solenne; YAK sono tre semplici lettere, breve ed immediato, quindi…

QUANDO VI SIETE INCONTRATI E QUANDO AVETE INIZIATO A SUONARE INSIEME?

Io e Oli ci conosciamo da quando eravamo piccoli (dice Andy Jones, bassista del gruppo), poi ci spostammo a Londra dove si aggiunse a noi Elliot (riferito a Elliot Rawson, batterista). Quando abbiamo iniziato a suonare insieme non avevamo alcun tipo di “masterplan”, semplicemente ci trovavamo e suonavamo ciò che ci veniva, come una sorta di jam. Poi abbiamo iniziato a suonare la nostra musica di fronte a della gente in modo abbastanza libero e ci sembrava qualcosa di abbastanza stupido, veniva apprezzato ed eccoci qui.

QUALI BAND E QUALI MUSICISTI HANNO INFLUENZATO IL VOSTRO SOUND?

L’influenza che un genere o un gruppo o un artista possono avere è una cosa abbastanza inconscia, devi sempre cercare di essere te stesso, di essere unico nel tuo modo di intendere e di fare musica. Inizialmente,ovviamente, siamo stati influenzati da gruppi che ascoltavamo come Nirvana, Syd Barrett, Bob Dylan, The Stooges e ci abbiamo messo dentro tutto ciò che ci veniva naturale suonare come pop, punk, post-punk, indie, garage, noise e ci siamo costruiti la nostra dimensione.

“ALAS SALVATION” E’ IL TITOLO DEL VOSTRO PRIMO LP: COME SIETE ARRIVATI A QUESTO TITOLO E COSA SIGNIFICA? AMMESSO CHE SIGNIFICHI QUALCOSA…

Anche qui, come per il nome della band, cercavamo qualcosa che suonasse bene e non volevamo assolutamente creare una sorta di “statement”, qualcosa di aulico. E’ venuto in modo naturale con lo sviluppo della musica, col progredire del lavoro. Così faremo anche per il secondo album, probabilmente ci inventeremo qualcosa di insignificante come “hashtag, salvation, alas, contruction, whah” (ride divertito)…

L’ALBUM E’ STATO REGISTRATO SENZA INTERRUZIONI TRA UNA TRACCIA E L’ALTRA, COME SE FOSSE UNA SORTA DI LIVE, SOLO UN PICCOLO STACCO TRA I PRIMI VENTI MINUTI ED IL RESTO DEL DISCO. COME MAI QUESTA SCELTA? E’ FORSE IL MODO DI SUONARE CHE PIU’ VI IDENTIFICA?

Esatto, sicuramente il nostro habitat naturale è il palco così come ciò che ci viene più naturale e spontaneo è l’improvvisazione. Abbiamo quindi concepito l’LP come se fosse una sorta di set live, riportando su nastro lato A e lato B, della durata di venti minuti l’uno ed interrotti solo da una brevissima pausa.

QUALCUNO SOSTIENE CHE SIATE DEGLI “INGRATI” NEI CONFRONTI DELLE ESIBIZIONI LIVE E DEL VOSTRO PUBBLICO, IN UANTO, PRIMA DI PARTIRE PER IL SXSW (SOUTH BY SOUTHWEST FESTIVAL), DICHIARASTE “JUST A GIG”: QUAL E’ LA VOSTRA VERA ATTITUDINE NEI CONFRONTI DEI LIVE?

Purtroppo spesso le dichiarazioni vengono travisate e manipolate come meglio conviene. In questo caso il discorso era riferito al fatto che per noi ogni live è importante allo stesso modo, alcuni ovviamente sono più suggestivi di altri per via della location o del contesto, ma per noi ciò che più conta è sicuramente cercare di mettere in piedi un grande show. Ogni città ha la sua importanza, ogni live ha la stessa valenza, dobbiamo e vogliamo solo dare il massimo alle persone che vengono ad ascoltarci, soprattutto se siamo in una città, siamo headliner della serata e quindi la gente viene apposta per sentire noi, il che, comprendi bene, è un contesto completamente differente da un festival come il SXSW.

TERZA VOLTA IN ITALIA, DOPO AVERE APERTO THE LAST SHADOW PUPPETS QUEST’ESTATE, QUESTA E’ LA PRIMA DA HEADLINER: QUALI SONO LE SENSAZIONI?

E’ stato fantastico aprire le due date di the Last Shadow Puppets di quest’estate di Ferrara e Milano, grande atmosfera, platea molto molto molto ampia, ma stasera sarà ancora più bello perché siamo headliner, è la nostra serata ed anche se non sappiamo quante persone ci saranno, sappiamo che sono qui per noi e cercheremo di dare ancora di più di quanto dato in precedenza. A proposito, ti fermi al live? Porti qualche amico vero? Perché sicuro ci saranno pochissime persone, non ci caga nessuno in Italia (dice Elliot)…

ANCHE SE LE DOMANDE DOVREI FARLE IO, QUESTA TE LA CONCEDO SOLO PERCHE’ SIAMO ALLA FINE DELL’NTERVISTA (RIDIAMO): HO TIRATO IN MEZZO ALCUNI AMICI, SAREMO DIECI/UNDICI…

Wow sarete solo voi allora (ribatte Elliot e tutti ridiamo) fate casino che a noi piace quando il pubblico si diverte…


Scritto da:

 

Andrea Nese

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